venerdì 13 maggio 2011

I pastrocchi bipartisan sulla 275

Ora che le cause sulla 275 sono finite siamo forse tutti più' liberi di dire come la pensiamo. Avendo lette le carte e seguito la vicenda per la regione e per Italia nostra, può' forse essere utile dare ai lettori una testimonianza ovviamente di parte ma spassionata. La mia idea e' che l'opera e' sicuramente opportuna ed e' giusta realizzarla. Ma era uno scempio fare quell'ultimo tratto sul promontorio di Leuca con il gigantesco quanto inutile viadotto. Ed allora bastava stralciare quel pezzo e il cantiere sarebbe gia' partito da quel di'.
Ma il buon senso sempre latitante, volevate che prevalesse su una vicenda di oltre 100 milioni di euro? Una vicenda che per il momento puo' ricordarsi solo per la quantita' di pastrocchi che l'hanno caratterizzata. Da parte di tutti. Destra e sinistra.


E' stato infatti un primo grande pastrocchio che la progettazione di un'opera così importante e delicata sia avvenuta senza una gara tra progettisti e per lo più su affidamento del Sisri di Lecce che non c'entrava un bel niente.


E' stato un secondo grande pastrocchio che lo scempio del viadotto non sia stata rilevato e denunciato sin dal' approvazione del progetto preliminare.

E' stato un terzo grande pastrocchio che la regione dopo aver finalmente posto la condizione che il progetto definitivo non si poteva approvare se non stralciando quell'orribile e inutile ultimo tratto poi pero' non e' andata al CIPE a difendere questo suo dissenso dando così adito alle successive pur clamorose illegittimità in cui il CIPE e' incappato.

Ed e' stato infine un quarto grande pastrocchio che il superamento dell'orribile viadotto sia stato condiviso da anas solo dopo un anno di cause e che i ministeri interessati in particolare quello del ambiente e quello della infrastrutture non siano stati chiamati ad la soluzione alternativa.


Ora non resta che sperare che a pastrocchi non si aggiungano altri pastrocchi. Se davvero si vuole l'opera si proceda subito per tutta la parte da tutti approvata che poi e' quella effettivamente urgente e necessaria. Poi se sull'ultimo tratto per come ridotto dall'accordo anas regione si otterrano tutti i molti necessari assensi che ancora mancano a partire dalla valutazione di impatto ambientale, allora si farà anche quello. Altrimenti tanto meglio. Del resto si tratta dell'ennesimo pastrocchio perché non si vede a cosa possa servire negli ultimi cinque chilometri fare una ennesima strada uguale a quella esistente e più che sufficiente a servire quel'ultimo brevissimo tratto che proprio affaccia sul mare.

Si proceda allora subito fino San dana e non si impicchi tutta l'opera a puntigli incomprensibili

Evitiamo insomma che dalla tragedia della strada della morte si passi alla farsa degli infiniti pastrocchi.

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